Alimentazione e diabete

Il glucosio è la principale sostanza usata dall'organismo come carburante ed è l'unica fonte di energia per il cervello eccetto che nel digiuno prolungato. La sua concentrazione nel sangue è mantenuta all'interno di un certo intervallo con un meccanismo che vede coinvolta l'insulina, ormone prodotto da particolari cellule del pancreas (cellule beta). L'iperglicemia (elevata concentrazione di glucosio nel sangue) cronica causando danni ad occhi, reni, nervi, cuore e vasi sanguigni può essere responsabile o concausa di complicazioni mediche quali cecità, malattie cardiovascolari, difficoltà erettile nell'uomo e insufficienza renale.

Il diabete mellito è un gruppo di disturbi metabolici con una manifestazione comune: l'iperglicemia. L'attuale sistema di classificazione identifica quattro tipi di diabete mellito: tipo 1, tipo 2, "altri tipi specifici" e un diabete gestazionale. I due più importanti sono quelli di tipo 1 e 2, quest'ultimo è la forma più comune ed è associato con una storia familiare di diabete, obesità e scarso esercizio fisico. Il diabete mellito tipo 1 è caratterizzato dalla distruzione delle beta-cellule per un processo autoimmune che porta alla mancanza di insulina. Questa forma si manifesta prevalentemente prima dei 25 anni di età e per le persone colpite dalla malattia l'unica terapia è la somministrazione quotidiana dell'ormone. Il diabete mellito tipo 2 è caratterizzato da un difetto della secrezione di insulina e da insulino resistenza nei tessuti periferici, quest'ultima condizione è aggravata dall'eccesso di grasso corporeo. Esistono individui, con una alterata glicemia a digiuno o dopo somministrazione orale di glucosio, il cui valore glicemico superiore alla norma non è considerato patologico ma può essere un indice di una condizione caratterizzante uno stato metabolico intermedio tra omeostasi glicemica normale e il diabete. Questa condizione rappresenta un fattore di rischio da non trascurare e se non prontamente affrontata con una correzione del regime alimentare e del peso corporeo può progredire rendendo conclamata la malattia diabetica.

L'alimentazione svolge un ruolo molto importante in entrambe le forme di diabete anche se l'obiettivo nutrizionale nei soggetti normopeso e sovrappeso è diverso. Ad entrambi è necessario garantire una alimentazione equilibrata, ben frazionata nell’arco della giornata e rispettosa delle esigenze e dei gusti individuali, ma nel soggetto sovrappeso l'obiettivo principale è la riduzione dell'eccedenza ponderale, essendo questa condizione presente nel 70-80% dei casi. La correzione degli apporti nutritivi e l’eliminazione del sovrappeso rappresentano il cardine della terapia diabetica. Questi obiettivi dovrebbero essere perseguiti ripristinando uno stile alimentare in grado di eliminare gli eccessi calorici complessivi perché la semplice riduzione o eliminazione dei carboidrati (pane, pasta, riso ecc.....), senza la correzione del sovraccarico calorico, è un grave errore che può solo peggiorare la situazione.

Tutte le principali associazioni diabetologiche ritengono che gli schemi alimentari dei soggetti diabetici dovrebbero prevedere un generoso apporto di carboidrati complessi e di fibra alimentare, una notevole riduzione della quota lipidica, in particolare modo per i grassi saturi e la razione proteica dovrebbe essere coperta prevalentemente da proteine di origine vegetale. Il cambiamento delle abitudini alimentari dovrebbe però essere affrontato realisticamente se si considera che il nuovo stile alimentare dovrà essere adottato per il resto della vita. In certi casi la totale eliminazione di alcuni alimenti può essere più pericolosa di una loro concessione ragionata ed attualmente l'unica strada percorribile per ottenere risultati duraturi è quella che conduce ad una gestione autonoma, serena e non ansiogena dell'ambiente alimentare rendendo il soggetto protagonista di un processo di cambiamento in cui si rivela spesso utile e opportuno il coinvolgimento dei familiari. Il loro contributo è necessario per affrontare e superare le difficoltà connaturate ad un cambiamento del comportamento alimentare e non dovrebbe essere sottovalutato il fatto che l'adesione dell'intero nucleo familiare ad una alimentazione più equilibrata, semplice, facilmente realizzabile e non così diversa da quella che tutte le persone sane dovrebbero seguire quotidianamente, rappresenta un sicuro vantaggio per chi, condividendo genetica e stili alimentari, potrebbe essere un potenziale candidato alla malattia diabetica.

Lorenzo Corsi

www.pesoenutrizione.it

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